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I posti più belli da visitare in Italia, borghi e posti spettacolari da vedere, luoghi curiosi e meno conosciuti. Una guida ai posti più belli da scoprire nel nostro paese.

PIU' BELLI DA VISITARE IN ITALIA? Nel nostro paese c'è un patrimonio enorme di borghi e boschi, castelli, chiese e luoghi d'arte. Abbiamo selezionato i posti più belli e meno conosciuti che vale la pena visitare in Italia. VALLONE DEI MULINI In questa valle della penisola Sorrentina la natura si è impadronita di un vecchio luogo abbandonato. Il vallone dei Mulini è quel che resta di uno dei 5 valloni intorno a Sorrento. Venne chiuso a causa della costruzione di Piazza Tasso che isolò completamente gli accessi al sito. La quasi totale chiusura di quest'area rese il clima talmente umido da facilitare la crescita di piante molto particolari. vallone-dei-mulini BUSSANA VECCHIA - un suggestivo villaggio di artisti nato sulle rovine di un borgo medievale abbandonato.Bussana Vecchia, una volta abitato da artisti che arrivavavo da tutto il mondo rimane un luogo magico, un laboratorio d'arte a cielo aperto. Nelle stradine e nei vicoletti potrete ammirare botteghe ed atelier che sorgono nelle belle costruzioni in pietra. bussana-vecchia NECROPOLI ETRUSCHE DI TARQUINIA - A Tarquinia ci sono oltre 6 mila tombe scavate nella roccia ed affrescate. Gli affreschi etruschi colorano una città sotterranea dedicata agli estinti fatta di corridoi, piazzette e strade. tombe-etrusche PARCO DEI MOSTRI DI BOMARZO - Un posto unico dove i miti e la mitologia, i mostri ed i personaggi della letteratura diventano creature di pietra e ricoperte da muschio. Si trova poco distante da Viterbo. Si narra che il parco venne costruito per volere del Principe Pier Francesco Orsini nel 1500 solo per "per sfogare il core" dopo la prematura morte della moglie Giulia Farnese bomarzo_1 CURON VENOSTA. LAGO DI RESIA - Quello che spunta dal Lago di Resia è il campanile della chiesa dell'antico villaggio di Curon che oggi non esiste più. Il paese di Curon è oggi sommerso e si trova sotto il Lago Artificiale di Resia. lago-di-resia_1 CIVITA DI BAGNOREGIO - E' soprannominata la città che muore perché, costruita sul tufo e con il tufo, i suoi contorni sono destinati all'erosione perpetua. Al paese, dove oggi abitano solo 15 persone, si accede esclusivamente attraverso un ponte pedonale. civita-di-bagnoregio LEGGI ANCHE: I BORGHI PIU' BELLI DELLA BASILICATA LAGHI DI MARINELLO, TINDARI - A Tindari esiste una spiaggia bianca e dorata percorsa da laghi di acqua salata che cambiano forma con il vento. laghi-tindarti
 
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La famiglia lo cede per 2.750.000 euro contro una richiesta iniziale di 11milioni. Il sindaco di Battaglia pretende un incontro.

Dimora della nobile famiglia padovana Dalla Francesca per quasi 90 anni, lo scorso 23 novembre è stato venduto all’asta a una società immobiliare di Castelfranco Veneto, per soli 2.750.000 euro. L’acquirente entrerà in possesso dell’immobile (con 20mila metri quadrati di superficie calpestabile e quasi 400mila di area esterna), oggi quando scadrà il termine dei 60 giorni del diritto di prelazione della Soprintendenza.

Nessuno pareva interessato, ma è stato aggiudicato dopo numerose aste.

I tentativi di vendita all’asta erano stati due: il primo a 11 milioni di euro, il secondo a 9 milioni e 200 mila. Entrambe erano andate deserte come del resto le successive, fino ad arrivare al novembre scorso. La proposta finale di 2.750.000 dell’imprenditore trevigiano depositata nello studio del notaio Fulvio Vaudano di via San Fermo a Padova, delegato alla vendita, è ben lontana dagli 11 milioni iniziali. Basti pensare che nel 1988 solo per le tasse relative all’eredità del castello i Dalla Francesca si sono dovuti accollare un onere da far tremare i polsi: 1 miliardo e 800 milioni del vecchio conio. Negli anni Ottanta si era sparsa la voce che fosse interessato al Castello il cantante Adriano Celentano. Il “molleggiato”, come spiega uno degli eredi Dalla Francesca, un giorno si presentò al cancello. Ma solo per poter visitare il complesso che lo aveva incuriosito. Era l’ora di pranzo e il cantante non fu fatto entrare perché quello non era l’orario di visita.


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TRIESTE


UN CAPOLAVORO SCRITTO DAL MARE, DAL VENTO E DALLA STORIA

Soffia la Bora in questa città di confine che si affaccia sul mare Adriatico, Trieste è anello di congiunzione tra due Stati e fra due popoli, contesa per anni ed ora grande capoluogo, in cui l’intrecciarsi di culture crea l’unicità che lo contraddistingue. 
Se vogliamo regalarvi un racconto, quale strada migliore che quella di inseguire le leggende che qui abitano e si tramandano nelle memorie e le parole degli abitanti, la prima delle quali riguarda proprio il vento freddo che imperversa fra le vie e che turba il mare?

Si dice che una strega abiti nelle caverne del Carso e che, specie durante l’inverno, esca dal suo rifugio per scagliarsi su qualunque cosa incontri lungo la sua strada. Un’altra storia invece narra di una dolce ninfa dei boschi che soleva col suo soffio regalare refrigerio agli abitanti delle zone circostanti. Un giorno, però, dei malvagi uccisero il dio tanto amato dalla ninfa che, sconvolta dal dolore, si trasformò in un vento gelido, diventando implacabile nemica degli uomini. 
Perfino l’origine della città stessa di Trieste trova il suo posto nella mitologia ed anche nel mito della fondazione è intrinsecamente legata al suo vento. 
Sembra, infatti, che l’antico nome di Tergeste derivi da Tergesteo, l’umano eroe Argonauta di cui si era follemente innamorata Bora, figlia prediletta di Eolo, il quale accecato di rabbia uccise il ragazzo. La leggenda vuole che lei sia ancora lì…

Collegare le nostre radici ad una storia d’amore fa bene al cuore. Ciò che è certo però è che Trieste ha origini molto antiche e che, purtroppo, ben poco è arrivato fino a noi di questi inizi lontani. Abbiamo solo resti degli antichi castellieri, piccoli insediamenti del II millennio a.C. arroccati sulle alture. Visse, come tanti, la dominazione romana e le invasioni barbariche, successivamente un fecondo e lungo rapporto con la dinastia asburgica che le regalò un prosperare economico, commerciale, artistico e culturale. Divenne Porto Franco e città cosmopolita e ciò si nota ancora oggi nei cognomi degli abitanti, nei luoghi di culto e nel dialetto. Durante il periodo delle due Guerre la città pagò un prezzo molto alto con numerose tristi vicende e dal 1954 venne definitivamente restituita all’Italia.

Ed ecco in breve qual è stato il telaio che ha tessuto la trama ed i colori della Bellezza che tanto amiamo ricercare nei nostri viaggi. Numerose penne hanno scritto pagine con diversi stili i quali si affiancano l’uno all’altro senza stonare…neo-gotico, rinascimentale, stile russo e pompeiano, neoclassico, finto medioevale e molto altro ancora, ed è proprio questo mix che regala a Trieste la sua unicità. 
Di luoghi da visitare con lo stupore negli occhi ed il naso all’insù ne offre tanti. Per non appesantire il nostro racconto ne nomineremo solo alcuni, che in particolare ci hanno colpiti per la storia che rieccheggia fra i mattoni delle loro mura, fra le pietre, gli alberi e gli spazi delle loro stanze. 

Sembra che le tristi storie d’amore siano una nota ricorrente nella vita di Trieste. Come il mito della sua fondazione, anche il Castello di Miramare è intrecciato con il tragico destino di due amanti consorti, l’Arciduca Massimiliano d’Asburgo e la sua giovane sposa. Egli aveva fatto costruire la dimora come nido del loro amore, contornata da un parco stupendo, ma il desiderio di fama di Carlotta lo spinse a partire per il Messico e a diventarne imperatore. Lì Massimiliano troverà la morte e lei cadrà in una disperata follia. Da quella volta vi è una sorta di maledizione sul castello: si dice che chiunque vi abiterà perirà di morte violenta, cosa che si è sempre verificata nel corso della storia. 
Per gli amanti degli antichi manieri, imperdibile è anche il Castello di Duino, che sorge in una posizione mozzafiato, sopra uno sperone di roccia a strapiombo sul mare. Costruito attorno ad un’antica torre fortificata di epoca romana, risale al 1400 e nei suoi secoli di vita ha ospitato personaggi illustri fra i quali Johann Strauss, Franz Liszt e Gabriele D'Annunzio. E’ tuttora abitato e sede di numerosi eventi ed è contornato da un meraviglioso parco su vari livelli, ricco di colori. 

Anche Madre Natura non scherza nel fabbricare saloni di imponente bellezza. Quest’area carsica, infatti, nasconde nel sottosuolo e lungo il corso del fiume Timavo numerose grotte, tra cui la Grotta Gigante, a 15 km dalla città. E’ la più grande caverna visitabile e durante l’anno ospita eventi e concerti corali. Che tutto ciò valga la fatica di affrontare i suoi numerosi scalini? Noi crediamo di sì.

Guardando Trieste dal mare si nota un monumento imperioso che illumina il golfo e commemora tutti i caduti nelle acque della Prima Guerra Mondiale: il Faro, che innalza fiero la statua della Vittoria in cima ai suoi 60 metri di altezza. Tale statua -insieme alla Cattedrale di San Giusto distrutta e riedificata più volte- forse è quello che meglio rappresenta questa città che ha dovuto combattere molto per la sua libertà, pagando un prezzo enorme come testimoniano le Foibe, tra cui quella di Bassovizza, teatro di tristi e sanguinose vicende. 

Ed eccoci alla fine di un racconto che ci ha trasportati di nuovo dentro la storia, la natura, il coraggio, i colori…fra le righe di un libro che è stato scritto attraverso i secoli e fra le onde del mare. Trieste è una città molto vitale, con una storia che continua nei suoi giorni e negli occhi orgogliosi dei suoi abitanti. Se la visiterete –e ci auguriamo che lo farete- tornerete a casa più ricchi di Bellezza e con un bagaglio in più di cultura, di arte…e di magia. 

by Chiara Rose











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IL VENETO ENTRA NELL’ESECUTIVO NECSTOUR. CANER: “I TEMI DEL TURISMO DIVENTINO CENTRALI NELL’AGENDA UE”
Comunicato stampa N° 1500 del 03/11/2015
(AVN) Venezia, 3 novembre 2015


La Regione del Veneto è entrata nel Comitato esecutivo di NECSTouR, la Rete per la promozione di un turismo sostenibile e competitivo formata da alcune importanti regioni europee.

“Saluto con grande soddisfazione – ha detto l’assessore veneto al turismo, Federico Caner – il nostro inserimento in questo network che in questi anni ha svolto un ruolo importante di sensibilizzazione a tutti i livelli, compreso il parlamento europeo, sulle straordinarie potenzialità economiche e sociali del turismo”.

Sono 12 le Regioni che compongono il comitato esecutivo che rimarrà in carica sino al 2018: Catalogna, Andalusia e Galizia (Spagna), Toscana e Veneto (Italia), Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Île-de-France (Francia), Fiandre (Belgio), Västra-Götaland (Svezia), Istria (Croazia), Cornovaglia (Gran Bretagna) e Limburg (Olanda).

“Condividiamo pienamente gli obbiettivi della Rete – ha aggiunto Caner – che puntano al coordinamento e al rafforzamento di azioni di ricerca, sviluppo e innovazione nel settore del turismo sostenibile. I temi del turismo devono acquisire maggiore centralità e attenzione nell’agenda dell’UE, perché un contributo essenziale alla crescita e al lavoro, possono venire proprio da questo settore. Per questo NECSTouR è attesa da sfide rilevanti, non ultima quella di favorire un uso più ampio e efficace di strumenti oggi irrinunciabili quali i fondi strutturali”.
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Asolo premiato come borgo più bello d'Italia e "American friendly"

ASOLO La città di Asolo ha conseguito il premio dell’“American Frendly Italy”, insieme ad altri 100 paesi aderenti al club dei Borghi più Belli d’Italia: questa attestazione, creata dall’omonima associazione di italiani in america, verrà consegnata il prossimo 6 novembre durante una cerimonia presso la Camera dei Deputati a Roma. “Questi riconoscimenti sono il frutto di una strategia e fanno parte di un progetto complessivo che prevede per  Asolo  un aumento e una crescita qualitativa dell’offerta turistica, relativamente a zone geografiche come gli Stati Uniti , e rivolto ad un segmento medio-alto, positivo in termine di presenze ma ancor di più se si pensa al valore aggiunto prodotto da questo segmento e all’indotto per il territorio”. Da pochi mesi sono in vendita nel mondo, ma in particolar modo presso le suddette zone geografiche, itinerari e pacchetti turistici pensati e creati da Borghi più Belli e commercializzati da Gartour, il più grande tour operator italiano.
Si tratta di fruire delle possibilità promosse nella convenzione tra la Fondazione Italia Usa, i Borghi più belli e il Consorzio Ecce Italia. Lo scopo è quello di promuovere in America i borghi che hanno specifiche caratteristiche e di favorire il soggiorno di turisti americani nei borghi più belli che hanno tale certificazione, in quanto rappresentano il made in Italy di qualità. La certificazione è gratuita, ma viene attribuita secondo criteri rigorosi riconosciuti ai comuni certificati come borghi più belli e alle aziende che hanno sede nei borghi e che fanno parte di Ecce Italia. Per Asolo sono la presenza di un ufficio accoglienza aperto il giovedì, venerdì, sabato e domenica. La distribuzione materiale in lingua inglese. La presenza di operatrici e guide che parlano correttamente l'Inglese. Un sito dedicato al turismo e alla cultura con link in Inglese.
Il riconoscimento ha carattere annuale. Asolo è anche Bandiera Arancione del Touring Club: un riconoscimento ai comuni dell'entroterra con meno di 15mila abitanti mostrando, ad esempio, di preservare il proprio patrimonio culturale, di rispettare e tutelare l’ambiente, di sapere accogliere al meglio i turisti. In più, ciliegina sulla torta, di poter offrire prodotti tipici particolarmente gustosi. Insomma, dei posti perfetti per un weekend slow

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LA JUTA 2015
La grande festa popolare
XVII edizione
Ospedaletto d’Alpinolo (AV)

10 – 11 -12 settembre 2015

Dal 10 al 12 ottobre Ospedaletto d’Alpinolo (AV) ospiterà la XVII edizione de La Juta a Montevergine, tre giorni di celebrazioni ed eventi, tra musica, incontri, danze popolari, sfilate e artisti di strada. La grande festa popolare, che ogni anno anima il borgo avellinese con poco più di duemila abitanti – è divenuta negli anni un punto di riferimento per la Campania e non solo.

In programma tre giorni di eventi dedicati alla Madonna di Montevergine o Mamma Schiavona come molti la amano definire. Una tradizione che si rinnova ogni anni e che è così da più di otto secoli: sin dal 1139, infatti, si parla della “Juta” e del pellegrinaggio lungo i sentieri del monte Partenio verso il santuario di Montevergine, che in molti affrontano per devozioni alla Madonna, altri per semplice curiosità.

Tra musiche e danze popolari, tra itineranti paranze e botteghe artigianali, tra degustazioni di prodotti tipici locali, anche quest’anno – per rispettare la tradizione - non mancherà la sfilata con premiazione finale al miglior cavallo e carrettone addobbato. Anticamente, infatti, si andava a Montevergine in carrozze con cavalli ornati con fiocchi e nastri di vario colore e luccicanti e assordanti campanelli.

Si comincia giovedì 10 settembre con l’esibizione della Compagnia di Musica Popolare del Cilento e Sud Italia, i Kiepò. Venerdì 11 sarà l’evento “La Notte della Juta”, musica tutta la notte con Nando Citarella & i Tamburi del Vesuvio, ‘O LioneI SanacoreRareca Antica e Valerio Ricciardelli, ad animare le strade di 
Ospedaletto d’Alpinolo. Seguirà il pellegrinaggio in massa, attraverso la strada antica, da Ospedaletto al Santuario della Madonna di Montevergine.

Il 12 settembre, 
alle ore 9,00 ci sarà la Marcia della Pace fortemente voluta dal sindaco Antonio Saggese, mentre in serata si esibirà l’Orchestra delle tammorre e dei putipù, La Juta a Montevergine, diretta da Mimmo Maglionico, con Alfio AnticoCarlo FaielloMimmo Maglionico Sara Tramma,riunitosi in esclusiva  per l’evento.
Molte altre sono le novità di quest’anno, come la premiazione con un weekend per due persone all’Hotel La Castagna per il Selfie più simpatico della Juta che sarà postato sulla pagina ufficiale di facebook, La Juta a Montevergine.

La Juta 2015 è organizzata dal Comune di Ospedaletto d’Alpinolo e con la collaborazione dell’Associazione Chilli Band, con la direzione artistica di Luciano Bonetti, un’intensa sinergia per promuovere il ricco patrimonio folkloristico tra sacro e profano. 

 Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito.


PROGRAMMA LA JUTA 2015
GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE
Ore 16.30 Ciak si Gira - La Juta la Grande Festa Popolare
Riprese video in collaborazione con i ragazzi e il popolo di Ospedaletto d’Alpinolo
A cura: Associazione Culturale Chilli Band
Ore 17.00 Corsi di danze popolari
A cura: Maria Piscopo e Raffaella Rufo
Location Cortile Comunale
Ore 17.45 –Apertura Botteghe artigianali
Ore 18.00 Le voci di Mamma Schiavona
Coro femminile di Volturara Irpinia
Ore 19.00 Juta vino - Pomeriggio col vicino – Presentazione e promozione turistica ed enogastronomica
Paesi partecipanti:  Capriglia –Montefredane - San Martino
 degustazione di prodotti tipici locali
A cura: Associazione Culturale Chilli Band

Ore 20.00 Il teatro dei bambini: Chi  per questi mari va questi pesci piglia
Location Cortile Comunale
A cura: Flavia d'Aiello
Ore 20.00 Punto Ristoro La Juta in Tavola - sapori tipici da Gustare
Location Area Ristoro
Ore 20.30 Balla, balla, Arrivano le paranze!!!
Allintrasatt - I Sanacore – ‘A Sunagliera
Gruppi Itineranti
Ore 21.30 Concerto in piazza Umberto 1°
KIEPO’ in concerto            

VENERDÌ 11 SETTEMBRE
Ore 16.30 Ciak si Gira – La Juta la Grande Festa Popolare
 Troupe televisiva in giro per il paese
 A cura: Associazione Culturale Chilli Band
 Ore 17.00 Corsi di danze popolari
A cura: Maria Piscopo e Raffaella Rufo
Location Cortile Comunale
Ore 17.45 A’ paranza fa gli auspici - Apertura Botteghe artigianali
Ore 18.00 Le voci di Mamma Schiavona
Coro femminile di Volturara  Irpinia
Ore 18.00 Sfilata dei cavalli, carrettoni addobbati a festa provenienti dai paesi vesuviani
Ore 19.00 Juta vino - Pomeriggio col vicino – Presentazione e promozione turistica ed enogastronomica
Paesi partecipanti: Capriglia – Montefredane - San Martinodegustazione di prodotti tipici locali
A cura: Associazione Culturale Chilli Band
Ore 20.00 Premiazione dei cavalli, carrettoni addobbati a festa
Ore 20.30 La Juta in tavola: Sapori tipici da Gustare
Ore 20.30 Balla,balla, arrivano le paranze !!!
 PARANZE ITINERANTI
Ore 21.30 Il Concertone
La Notte della JUTA
Nando Citarella  & Tamburi del Vesuvio
‘O Lione
I Sanacore
Rareca Antica
Valerio Ricciardelli
Da piazza Umberto 1°
Gran finale: Tutti insieme verso la strada antica che conduce a Montevergine

SABATO 12 SETTEMBRE
Ore 9.00 III° Marcia della Pace – La Juta per la pace A cura Comune di Ospedaletto d’Alpinolo
Ore 10.30 Ciak si Gira - La Juta la Grande Festa Popolare
Riprese video in collaborazione con i ragazzi e il  popolo di Ospedaletto d’Alpinolo
Ore 11.00 Santuario di  Montevergine La Santa Messa Celebrata dall’Abbate PD. Riccardo Guariglia.
Ore 13.00 Saluto del Sindaco dott. Antonio Saggese
0re 17.00 Corso di danze popolari A cura di Maria Piscopo e Raffaella Rufo location Cortile Comunale
Ore 17.45‘A paranza  fa gli auspici – Apertura Botteghe
Ore 18.00 Santa Messa Chiesa San Filippo e Giacomo
Celebra la Messa don Cadar Marius Cristinel -  novello sacerdote
Ore 18.30 Pomeriggio col vicino – Juta vino - Pomeriggio col vicino – Presentazione e promozione turistica ed enogastronomica
Paesi partecipanti: Capriglia –Montefredane - San Martino degustazione di prodotti tipici localiA cura: Associazione Culturale Chilli Band
Ore 19.00 Processione Rievocativa Festone alla Madonna
Ore 19.00 Il Teatro Laboratorio  per  Bambini“Chi per questi mari va questi pesci piglia”               A cura Flavia d’Aiello Location Cortile Comunale
Ore 20.00LaJuta in Tavola:  Sapori tipici da Gustare
20.30  Balla, balla, arrivano le paranze !!!
Allintrasatt -I Sanacore - Metropolitan Folk
Ore 22.00  Canto a Mamma Schiavona
Ore 22.30   La Juta in concerto
Orchestra delle Tammorre e dei putipu’
“LA JUTA A MONTEVERGINE”


UFFICIO STAMPA

Virginia Maresca
virginia.maresca79@gmail.com 
393.9074883
Nicola Garofano
garofano27@gmail.com
334.7320137
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​DESCRIZIONE EVENTO
NOME EVENTO: MINERVA BEACH PARTY
DATA EVENTO: GIOVEDI’ 30 LUGLIO 2015
LUOGO EVENTO: MINERVA BEACH – Via Arenile 41, Forte dei Marmi (Lucca)
ORGANIZZAZIONE EVENTO: GRAND HOTEL IMPERIALE in collaborazione con GLAUCO GHELARDONI GROUP EVENTS PRODUCTION
OSPITI: CIRCO NERO – ALBERTINO – FEDERICO SCAVO – JOE T VANNELLI.
ALTRI ARTISTI: Andrea Casta (Voce e Violino) + Band (2 componenti), Nameless Dj, Francesco Molinari Dj, Mat Ban Dj, Hilary (Vocalist), Mauro Gonzini (Vocalist), Pepe (Percussioni).
L’evento inizia alle ore 21:00. Nelle prime due ore è riservato ai clienti che hanno prenotato il tavolo e ai clienti del Grand Hotel Imperiale. Durante queste due ore verrà offerto un buffet, a base di Sushi e con altri cibi preparati dal Ristorante del Grand Hotel Imperiale, e bevande alcoliche e analcoliche di benvenuto. Il tutto sarà accompagnato dall’esibizione Live di ANDREA CASTA e animazione CIRCO NERO. Alle ore 23:00 verranno aperti i cancelli per tutti. L’evento prosegue con Dj che si occupano del warm-up e che anticipano l’esibizione di ALBERTINO, FEDERICO SCAVO e JOE T VANNELLI.
La serata si chiuderà tra le ore 3:15 e le ore 4:00.
In caso di maltempo la serata si svolgerà comunque nella medesima data in location limitrofa (locale vicino).

Addetto Stampa Laura Gorini
telefono: 333/6434873
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Avremmo potuto scrivere una recensione di un suo libro ma abbiamo preferito incontrarla e cogliere l'occasione per sottoporle alcune domande per scoprire come nasce la passione per la scrittura. 
Lei Margherita Crogliano è una giovane autrice di talento, calabrese di Cariati e veneta d'adozione, scopriamo chi è, leggendo l'intervista. 

1. Salve Margherita ci può raccontare come è iniziata questa sua passione per la scrittura e per la poesia?
Salve, mi piacerebbe saper raccontare una bella storia, di quelli che fanno volare la mente e i pensieri ,su come è nata la mia passione per la scrittura, ma purtroppo  non ce l’ho! In effetti dopo aver per lungo tempo letto, mi sono trovata in una situazione del tutto spiazzante per me. Ero lontana da casa sia quella natia Cirò Marina, sia da quella adottiva Lonigo, e non ho vissuto un gran bel periodo e per questo non amo parlare di quel lungo anno, i cui giorni passavano con la lentezza che solo la relatività del concetto tempo può dare, e con una frenesia che solo la forza di non soccombere agli eventi conferisce. In questa circostanza tanto strana e surreale, una sera, me lo ricordo come se fosse ora, dopo una lunghissima giornata di  lavoro al mattino e protratto per tutto il pomeriggio, prima di spegnere il pc, ho aperto un foglio word e l’ho nominato “Il cammello in orbita”, passarono due giorni e due notti, non ho mai dormito, ho sempre scritto, i pensieri un fiume in piena, le parole sul foglio mi parevano ballare una musica atavica, che mi spingevano a continuare. Arrivai alla fine, salvai, chiusi il pc, non ho  mai riletto quello che ho scritto, lo inviai ad un concorso letterario qualche tempo dopo, piacque e vinse.  Questo è stato il mio primo incontro con la scrittura, e poi ha funzionato un po’ come l’amore, non te l’aspetti ma quando lo incontri lo riconosci, lo scegli, lo rincorri, alle volte lo detesti, ma sai che non ne puoi fare a meno,  allora ti accorgi che se è così importante lo devi anche inseguire e curare, ecco questa è la mia grande storia d’amore con la scrittura.
Per la poesia, beh, per la poesia la cosa è diversa, la poesia è lo stato dell’anima riportata su carta, ma non sono mai stati dell’animo felici i miei, si nasconde sempre un’anima nera. Uno sdoppiamento della persona forse? non so spiegarlo bene in verità,  fatto sta che le mie poesie nascondono sempre una malinconia lontana, una sofferenza sommessa, nonostante io sia una persona molto positiva.

2. Quanto è forte l'amore per la Calabria, per la sua terra natale?
La Calabria! Lei c’è mai stato in Calabria? Chi non conosce, chi non l’ha vissuta, chi non l’ha mai osservata, ma solo vista, la Calabria, non può capire. Io ho da sempre una metafora per la Calabria, questa è una regione molto simile ad una donna la cui sorte non è stata benigna.
La Calabria vista dai miei occhi ha la stessa sorte di una donna meravigliosa e sensuale. Una donna che nasconde nei meandri della sua sinuosità tutto il suo essere  femminile e selvaggio, oggetto del desiderio di uomini bramosi, che di bellezza e sacralità poco conoscono, esseri che si avventano su di essa e la stuprano, derubandola di tutta la sua magnifica bellezza ed eleganza, ma essa forte custodisce tutta la sua magia, e faticosamente  percorre la sua vita a capo chino. Una  donna non conosciuta fino in fondo, che deflorata della sua antica maestà, non viene riconosciuta come essere regale, ma solo per il male che anni di intemperie dovuti alla superficialità di  individui più simili a bestie che ad esseri umani hanno sciupato, tormentato, disilluso. Purtuttavia essa continua ad esercitare un fascino magico negli occhi del viaggiatore e nei cuori di chi c’è nato, di chi ne vive la distanza e l’allontanamento.
È la terra dove affondano le mie radici, e chi ha delle radici ha un posto dove ritornare dunque è libero di andare in qualunque luogo, io credo che un uomo è libero solo se sa di poter ritornare alle origini, quando è ora di re-inventarsi e di ricominciare. 
Mi chiede quanto amo la mia terra,  come si può descrivere l’amore quand’esso è sconfinato.
Io sono parte della mia terra.  

3. La brezza marina, il sole, i profumi inebrianti della costa e dell'entroterra calabro influenzano in qualche modo il suo stile?
Ora che mi ci fa pensare forse si! 
Il mio mare, sentivo il suo ululata nelle fredde notti d’inverno, mentre comoda e incurante e me ne stavo distesa sul mio lettino aspettando che l’abbraccio del sonno mi rapisse, è ciò, che oggi, in assoluto mi manca di più.
Il mio stile è dettato da un flusso di pensieri che al lettore superficiale può apparire confuso e disordinato, un moto continuo di immagini e parole, che alle volte non lascia molto spazio al respiro della mente, ma lo regala solo alla fine, quando tutto quello che può apparire una poetica follia volge al termine.  E mi ricorda un po’ il moto del mare. E’ forse in questo, che il mio mare, influenza la mia scrittura .
Il linguaggio dei miei scritti, poi, spesso spigolosi e pungenti, ricorda il profumo delle spezie  del mediterraneo,  spesso pungente , che ai più  fa torcere il naso, ma a ad altri risulta piacevole e inebriante, una  dicotomia di giudizi e sensazioni, ma forse scrivo più per me che per gli altri, oppure, molto probabilmente  tanto devo imparare della meravigliosa arte della scrittura. Per ritornare all’origine della domanda io provengo da luoghi, conservo nei ricordi più sacri e cari della mia mente, territori, parole, profumi, raggi di sole e i fragori delle onde che si infrangono a riva, e probabilmente tutto ciò influenza il mio stile, o forse è solo l’illusa immagine di una nostalgia infantile. 

4. Mi è stato detto che lei ama leggere molto, c'è qualche autore che l'ha influenzata in maniera particolare? chi è il suo autore preferito sia nel campo della narrativa e sia riguardo la poesia?
Non ci crederà mai, ho sempre detestato leggere da ragazza, a dispetto delle aspettative dei miei genitori,  sento ancora le loro voci nitide, nei meandri  dei ricordi, rincorrermi con una frase che detestavo, “spegni la tv e prendi un libro!”, non lo facevo mai! Poi una volta così per caso incontrai una coppia di amici di famiglia, lui è uno scrittore e lei una pittrice, ho subito subito il fascino della vita da artisti, li sentivo parlare, lui misurato e crudo, lei si muoveva con movenze lente e mentre parlava gesticolava, ma lo faceva con un’insolita eleganza, pareva disegnasse sulla tavolozza dell’aria, mi affascinarono e,  non poco. Quando la loro visita giunse al termine, lui lascio l’ultimo suo libro a mio padre, “il conte di Melissa” la storia di una terra antica, stuprata da anni di sottomissione ai signorotti locali; non era quello che si può dire un libro formativo, lo leggevo di  nascosto,  per non essere sorpresa dai miei a leggere, la sera mi chiudevo in camera fingendo di dormire e leggevo alla luce soffusa di uno dei lampioni stradali che si trova poco distante il balconcino della mia camera. Mi sono persa in quel libro, ed è così che ho scoperto la solitaria e rumorosa compagnia della lettura, ed è così che è nata la mia passione per la lettura.  Per anni ho letto i libri di Cataldo Amoruso, questo amico di famiglia, poi piano piano mi sono accostata ad altri autori, altri generi, finchè mi sono imbattuta nella poesia, Alda Merini, adoro la follia della sua normalità, e poi è giunto Neruda  e non trovo parole adeguate per descrivere la bellezza dei suoi versi.
Il mio autore preferito, però non saprei dirlo  con chiarezza è l’autore che si addice al mio stato d’animo, quindi è molto facile vedermi con il Corano in mano e un attimo dopo con un Baricco. Amo leggere, ho capito la straordinaria forza che possiede un libro, quanto può parlare con sincerità all’anima più di qualunque amico ed ecco spiegata il mio amore e passione per la lettura.

5. Cammello in orbita è un racconto che è un turbinio di pensieri, immagini e profumi, un vortice ammaliante, è forse autobiografico?
D’istinto rispondo subito di NO! Tuttavia ho letto  un libro di Baricco, non molto tempo fa, diciamo pure qualche giorno fa, e nelle sue pagine una ha richiamato  la mia attenzione più delle altre, in una pagina del tutto staccata dal racconto, l’autore si  ferma e si racconta concludendo la sua  narrazione asserendo che in ogni libro c’è un po’ dell’autore. Su questa frase mi sono soffermata a riflettere e si è  vero forse, tra le pagine del mio “il  cammello in orbita” probabilmente si nasconde un po’ di me, sparso qua là, in modo disordinato, ma non è autobiografico, anche se ad una prima lettura capisco che lo potrebbe sembrare.



6. Lei ha toccato, nelle sue pubblicazioni, argomenti molto particolari legati alle problematiche e ai disagi affettivi infantili, cosa ci può dire a riguardo?
Lei veramente crede che io tocca argomenti legati alle problematiche  infantili?  Speravo vivamente che il mio, disordinato ragionare, potesse spaziare su diverse problematiche, non quelle infantili. Non lo so forse in qualche pagine emerge qualcosa del genere e probabilmente la mia professione che mi mette  a contatto con tante problematiche pre-adolescienziali, mi spinge a ragionare su argomenti senza neppure che me ne accorga.

7. Chi è oggi Margherita Crogliano, quali sono le sue aspettative? stà forse scrivendo un nuovo racconto?
Cosa sto scrivendo?? E chi lo dice che scrivo? E seppur fosse non anticiperei nulla, prima di  un barlume di certezza.  Per quanto riguarda le mie aspettative, sono  una eterna sognatrice, e che i miei sogni si realizzino ci credo, dall’altra parte io sono riuscita a realizzare tutti i miei sogni, uno alla volta ,un po’ per caparbietà un po’ per fortuna è stata così, ma non mi sento  in questa sede di  descrivere le mie aspettative,  forse perché bene non le conosco neppure io, mettiamola così la mia più grande aspettativa è: non smettere di sognare e dunque di avere la forza, il coraggio e la determinazione per perseguire i miei sogni, dal momento che ho prova che possano realizzarsi.
Per ciò che riguarda la prima domanda: chi è oggi Margherita Crogliano, posso solo dire sono  una persona, poi una figlia, dopo una donna e credo di non dover aggiungere altro, personalmente, a me, pare già complesso così.

E' possibile reperire il libro "Il Cammello in orbita" cliccando QUI





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Se amate la Harley Davidson non potete non passare al SEVENTY BAR di Lonigo (Vicenza), il locale dove la musica incontra la buona cucina e gli amanti delle due ruote!
Il Seventy è anche il ritrovo delle "Ladies on the road" gruppo motociclistico interamente composto da ragazze.




Il Seventy Bar nasce a Lonigo nell'estate 2009 con lo scopo di promuovere un binomio caro a tutti gli appassionati di metal/rock: la buona musica e le belle serate. In questi anni, infatti, sono state molteplici le iniziative live e gli eventi organizzati nella cornice intima e accogliente del locale, punto di ritrovo locale per chi ama le sonorità più ruvide e le serate in compagnia. L'attività del Seventy Bar ha da subito cercato di colmare l'essenza di locali in cui suonare rock dal vivo a Lonigo, ed ha ravvivato la scena locale con serate a tema ed iniziative interessanti, dando una ribalta importante anche a band giovanissime, le quali difficilmente avrebbero trovato altrove un palco su cui esibirsi. Proprio questa attenzione per la musica underground e l'interesse per l'attività di ragazzi ancora adolescenti è un grande punto a favore del Seventy Bar, che ha dunque dimostrato di non cedere alle mode e di non sacrificare i propri ideali rock di fronte a niente. In particolare, le Notti Bianche del mese di luglio hanno sempre caratterizzato un momento clou della stagione estiva, ed anche quest'anno l'obbiettivo è quello di regalare delle belle serate di musica rock a chi volesse fermarsi a bere una birra in compagnia!



ORARI: Dal lunedì alla domenica dalle 06.00 alle 24.00
SPECIALITA': Colazione, pranzo, cena, caffè, bevande
SERVIZI: Adatto per gruppi, accetta prenotazioni; servizi da asporto.
PARCHEGGIO: in strada

DOVE :
a LONIGO (Vicenza) Via Cesare Battisti, n. 21

Contatti: mobile 3925044989
Email: seventylonigo@gmail.com 
Sito: http://seventylonigo.nlz.it

IL SEVENTY CERCA gruppi da far esibire nel proprio locale e da proporre ai festival e motoraduni con i quale collabora!!

Calendario Eventi di GIUGNO

13/06    5TH AVENUE
20/06    ELETRICAZ
27/06    HI-FI STACY



LUGLIO "NOTTI BIANCHE"   di Venerdi

03/07       SEVENT FEAR
10/07       THE BLONDE BROTHERS
17/07       PATRICKS
24/07       BLACK CAT NINE
31/07      T.B.A.

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CITTADELLA  RIEVOCAZIONE MEDIEVALE 26 e 27 SETTEMBRE.
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